Farmaci naturali: al via una grande sperimentazione
Mix di molecole estratte dalle piante potrebbero potenziare l’effetto delle chemioterapie e dei vaccini antitumorali. Per la prima volta, una grande task force internazionale di ricercatori sta studiando i presupposti scientifici di una possibile nuova strategia terapeutica.
Proprio come i barman, provare a mischiare ingredienti e cercare le giuste quantità, per creare nuovi cocktail. Di farmaci, però. O, meglio, di alcune molecole con un effetto potenzialmente farmacologico, estratte dalle piante e che magari fanno già parte della nostra alimentazione, come la curcumina che si trova nella curcuma, il resveratrolo nell’uva, la genisteina nella soia, la quercetina, presente in molte piante come la camomilla o il gingko biloba. Obiettivo: scoprire i mix in grado di aumentare l’efficacia delle terapie oncologiche attuali e future.
È quello che hanno provato a fare i 180 ricercatori e medici del network internazionale non profit Getting to Know Cancer: come riportato su Seminars in Cancer Biology, gli studiosi sono arrivati a identificare circa 70 molecole, e ora dovranno capire se e come combinarle.
La prima parte dello studio: individuare i target. “I motivi per cui alcuni tumori sviluppano la resistenza ai farmaci e danno recidive e metastasi possono essere molteplici e concomitanti: in alcuni casi è il meccanismo di morte programmata delle cellule a non funzionare, altre volte il problema sta nella riparazione del Dna, altre ancora nella senescenza”, spiega Carmela Spagnuolo dell’Istituto di Scienze dell’Alimentazione del Cnr di Avellino e tra i ricercatori coinvolti in questa ultima impresa di Getting to Know Cancer: “Bisogna capire dov’è che i sistemi si inceppano più frequentemente e quali meccanismi ne sono responsabili. In questo modo si individuano i target, cioè i bersagli molecolari da colpire. Per farlo, i 180 ricercatori sono stati divisi in 11 gruppi, in base alle competenze. In tutto, esaminando i dati in letteratura, abbiamo stilato una lista di circa 70 possibili target”.
La seconda parte dello studio: trovare le molecole naturali. Il secondo passo è stato cercare quelle molecole presenti in alcune piante che, combinate tra loro in piccole quantità – quindi non tossiche – potrebbero agire proprio su questi punti deboli. E che potrebbero quindi “dare una mano” ai farmaci già esistenti.
